Hylan

Più che tediarvi con altre parole, questa volta vorrei lasciarvi direttamente alla poesia che mi ha permesso di vincere il terzo premio assoluto del Concorso Nazionale di Poesia Vincenzo Galluzzi.
La poesia s’intitola “Hylan” che, come sicuramente ricorderete, è il nome del bambino siriano ritrovato morto su una spiaggia greca.
Poche rime per un’anima che non meritava quel destino.
Poche rime per una poesia che possa vincere il tempo e la meschinità di menti ottuse e cuori di pietra.

Hylan

Dimmi, piccolo Hylan,
dei sogni da bambino,
stringendo forte
di tua madre il collo,
sognavi forse un campo
sterminato
di papaveri pieno e fili d’erba
senza il frastuono
delle bombe intorno,
o di grida di madri disperate
e correre felice tutto il giorno.
Chi ha calpestato
dimmi
il tuo destino
ch’era quello di crescere beato
coi tuoi diritti intatti di bambino.
Ora sei lì a dormire,
col mare che ti fatto
da coperta
accarezzando dolce la tua schiena
e il sole prova invano
a riscaldare
i tuoi capelli
e il freddo letto di una fredda rena.

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