Lo scrittore

L’autore

Massimo Zona nasce a Roma, ma da molti anni vive e lavora in Campania, con residenza a Calvi Risorta, piccola cittadina in provincia di Caserta.
Laureato in Giurisprudenza, giornalista pubblicista, è stato corrispondente locale del Mattino e di altri quotidiani provinciali.

La sua vena di scrittore, manifestatasi sin dai tempi della scuola, frequentata presso il Liceo Classico Virgilio di Via Giulia, a Roma, lo ha portato a diversificare la sua ispirazione in racconti, poesie, madrigali, parole per canzoni e, ultimamente, romanzi.
In tutto questo tempo, non ha mai inteso adeguarsi alle mode o alle tendenze passeggere, facendo di questa sua inclinazione una coerenza artistica che ha costituito il filo conduttore dell’intera sua opera letteraria.

Recentemente ha dedicato la sua attenzione alla compilazione del suo primo romanzo, edito in questi giorni dalla casa editrice Piccola Editalia, dal titolo “Rosso Teatro”.
Il romanzo è ambientato idealmente nella piccola cittadina di Calvi Risorta, posto che l’autore conosce molto bene avendolo frequentato in gioventù e facendone la sua abituale residenza dal 1992.

“Erano i tempi”, racconta Massimo, “in cui le famiglie come la mia, mamma professoressa di Italiano e Latino al Liceo Classico e papà Ufficiale nella Marina Militare, non si potevano permettere di pagarmi le settimane al mare o in montagna nei villaggi turistici, che allora cominciavano la loro storia e il ripiego naturale era la villeggiatura nel proprio paese d’origine, ospite dei nonni e degli zii. Ricordo quelle estati di un caldo allucinante”, prosegue, “eppure piene ogni giorno di tante novità e di tanta vita, fatte di passeggiate serali su un terreno in breccia bianca ed enormi rovi ai lati, ricchi di succose more coperte da un velo di polvere, che noi ripulivamo grossolanamente per poi mangiarle. Ci divertivamo con poco, arrangiandoci alla grande con quel poco che la vita di allora ci offriva.”

In questo ambiente si muove principalmente il personaggio del romanzo, Mauro Baveni, un pensionato di cinquant’anni (oggi direbbero una delle tante pensioni d’oro dell’epoca!), che, dopo anni nei servizi segreti e frequentazioni intense di tutti i focolai di guerra in giro per il mondo, si ritrova in questo piccolo paese dell’entroterra casertano, nella vecchia casa che fu dei genitori, dove cerca di raccattare i cocci di una vita familiare andata a rotoli anche e specialmente per il suo particolare lavoro.
Il suo nuovo ruolo, lo porterà però ad imbattersi in una serie di situazioni dalle quali cercherà di uscire con l’esperienza maturata sul campo e con l’aiuto di alcuni suoi amici, anche loro provenienti dalle fila dei contractor, combattenti delle guerre in Siria, Libia, Africa e Iraq.
Un libro dinamico, ricco di situazioni mutevoli e di considerazioni che attraggono gli spettatori e li tengono in continua tensione, con stimoli di curiosità e di attesa per quanto andrà ad accadere nel racconto.
In questo primo libro di quella che si preannuncia come una serie, Mauro si trova ad affrontare quelli che sono ancora, purtroppo, i problemi endemici di questa terra, assurta recentemente a fama internazionale come “Terra dei fuochi” e cioè una malavita radicata e imperante e un malaffare diffuso a tutti i livelli, anche i più impensabili.
Inevitabili perciò gli scontri con la camorra, ogni volta che il suo lavoro lo porterà ad intersecarsi con essa, con evidenti riferimenti alla gestione truffaldina dei rifiuti, ai roghi di boschi e montagne, attuati con spietato cinismo al solo fine di incrementare i propri affari, alla volontà di volere imporre a tutti i costi la propria egemonia.
Hanno sbagliato però a fare i conti e lo scontro con la filosofia spiccia di Mauro, che lo porta a dividere il mondo in bianco e nero, senza chiaroscuri e senza tentennamenti di sorta, sarà per loro letale in molte occasioni.